domenica 23 novembre 2025

7 - NINNA NANNA

 



Ogni società ha bisogno di un racconto che giustifichi la sua esistenza.

Penso ai martiri, alle più strane perversioni della mente sui corpi. 

C’è chi lo chiama ingiustizia.

Io lo chiamo manutenzione.


-Vladessa-



I due orfanelli furono i primi ad andarsene.

Il documento di cessazione li definiva «unità non redditizie» e disponeva l’«abbattimento dei costi di mantenimento».

Il solito goffo tentativo burocratico con cui si cercava di tenere in ordine i bilanci.

Io i bilanci li pareggiavo con la lama.

Li feci inginocchiare davanti alla tinozza.

Non chiesi neppure i loro nomi.

Aaron prese il primo per i capelli e lo immerse.

Contai fino a venti, piano, come una ninna nanna.

Quando ritenni che poteva bastare gli feci cenno di tirarlo su.

Aveva ancora gli occhi aperti.

Il secondo cercò di divincolarsi.

Aaron gli sbatté la fronte contro il bordo della tinozza.

Poi lo immerse lo stesso.

Per simmetria.

L’acqua era rosa.


«Adesso il ladro», dissi.


Lo portarono subito.

Mani legate dietro la schiena, occhi già pieni di suppliche che non avrei ascoltato.

Lo feci inginocchiare accanto alla tinozza ancora rosa dei bambini.

«Hai sottratto beni per un valore di cinquanta ducati.»

«No! Sono innocente, lo giuro, mia signora, mi hanno incastrato!»

«Cinquanta ducati, cinquanta immersioni», mormorai.

«Hai sentito?» rise Aaron. «Sarà una cosa lunga.»


Prima immersione: contai fino a dieci.

Lo tirò su. Tossì, vomitò acqua, implorò.


Seconda: fino a quindici.

Lo tirò su. Solo rantoli.


Alla decima smisi di contare e mi feci portare da bere.


La cortigiana che mi servì. Ligeia, o qualcosa di simile.

Alta, magra, seno molto più generoso del mio. Attraverso il tessuto si poteva scorgere il piccolo rilievo dei capezzoli.

«Che cos’hai da piangere?»

«Mi scusi, signora», disse asciugandosi gli occhi.

«Sono quei marmocchi, vero?»

Non rispose.

«La sensibilità è una dote che non si addice a una vera signora.»

«Sissignora.» Il petto le tremava.

«Hai figli?»

«No.»

«Fratelli minori?»

«Una sorella.»

«Età?»

«Dodici.»

«Com’è di aspetto?»

«Capelli lunghi… l’ultima volta che l’ho vista mi arrivava alla spalla.»

«Ah sì? Dovresti farmela conoscere, uno di questi giorni.»

Si irrigidì.

Scoppiai a ridere. «Scherzo, stupidina. Ho già abbastanza anime da sfamare.»


«È andato», sentenziò Aaron alzandosi.

L’acqua era ormai nera.

«Vuole che passi alla puttana?»

«Se è una puttana vuol dire che le piace farsi scopare. Vediamo come se la cava con i miei due amici.» 

«La prego!» gridò quella. «C’è mio figlio dentro di me!»

«Davvero?» grugnii. «Allora lo tireremo fuori.»

Rivolgendomi a Ligeia:

«Va’ a prendere il pugnale. Sarai tu a farlo nascere»

 


martedì 12 novembre 2024

Lingua


 "Mi chiama a sé, comincia con due o tre baci, costringendo la mia bocca a unirsi alla sua; attira la mia lingua, la succhia, la sua mi penetra fino in fondo alla gola e sembra volermi pompare fino agli organi della respirazione" (De Sade)


Caratteristiche rosa, bianca, ruvida, tondeggiante, sensuale, gonfia, secca, (posizione) a penzoloni, a ciondoloni, accartocciata, schiacciata sul palato, retratta, rilassata.

Azioni leccare, allappare, gustare | tirare fuori, mostrare, esibire | andare a cercare - con grande entusiasmo (de sade)-, incollare, attirare, spingere (fino in fondo alla gola), | succhiare, tagliare, mordere, mozzare | lubrificare con la saliva, baciare, usare la lingua come una spatola (facendola roteare)

Parti punta, solco mediano, faccia della lingua, papille gustative, margini laterali.

Altro linguaccia, cunniligio

Nerbo

 


"Brise Cul aveva un balocco così amenamente contornato che gli era quasi impossibile inc***re senza trafiggere il c**o, donde il nome che portava"
De Sade, Le 120 giornate di Sodoma


Caratteristiche Abile, indomabile, massicciò, imponente, duro una roccia, guizzante, molle, moscio, accasciato, pendente, sfinito, arrossato, imporporato, irritato, gocciolante, focoso, arroventato, eretto, ritto, sempre in aria (De Sade), superbo,

Azioni Esibire, Sfoggiare, impugnare, menare, lucidare, lustrare, ammosciare, succhiare, mordere, azzannare

Nomi Nerbo, pene, fallo, uccello, cazzo, utensile, balocco, palo vigoroso, bronzea erezione, verga, glande, cappella, dimensioni, lunghezza, diametro, testa del pene (de Sade).

Orgasmo

 ...paradisiaco, idilliaco, incontenibile, esagerato, supremo, violento, violentissimo, travolgente. Azioni Gemere, sospirare, urlare, piagnucolare, dibattersi, bramare, raggiungere l'orgasmo, essere prossimi all'orgasmo, fingere, simulare, eiaculare, provare piacere, estasi, beatitudine, libidine -essere imbevuti di libidine-. Nomi ardore, stordimento, spasimo, settimo cielo


Gitone

 
"...di tanto in tanto mi ordinava di succhiare io stessa i suoi gitoni e di venire subito a mettergli in bocca l'incenso che ne raccoglievo" De Sade




Gitone:
Personaggio letterario del Satyricon dello scrittore latino Petronio (sec. 1° d. C.); giovane, capriccioso e femmineo, amato da Encolpio, del quale condivide le avventure. (da Treccani)


Caratteristiche Giovane, capriccioso, femmineo, dalle fattezze femminili, corrotto.

Altri nomi garzone, ragazzino, giovane, giovinetto, fanciullo. 

domenica 10 novembre 2024

Glutei

"E intanto si alzava e mi spinse sull'orlo del letto, sul quale mi sistemò stesa sul ventre (...) si trovò in virtù di quell'arrangiamento con la testa proprio all'altezza del mio culo"

 De Sade


Caratteristiche carnosi, abbondanti, sodi, morbidi, vellutati, perfetti, stuzzicanti, invitanti, allettanti, eccitanti, sensuali, deliziosi, sinuosi, perfettamente abbronzati, modellati, tagliate ("il culo più esattamente e artisticamente tagliato che la natura abbia prodotto da molto tempo" De Sade)

Azioni Dilatare, offrire, violare, trafiggere, ficcare, molestare, sfondare, sculacciare, malmenare conficcare, sbattere, dimenare, stringere, contrarre | palpare, strizzare

Nomi Natiche, deretano culo, retto, ano, apertura anale, buco, buchetto, orifizio, chiappe, chiappette, didietro,fondoschiena 

Masturbazione

"Già in tenera età mi dilettavo a deliziarmi, praticando con dovizia eleganti autoerotismi. Nei tediosi pomeriggi usavo titillarmi la fichetta, traendone un tale godimento da ringraziare il corpo per l’esaltazione che compiva sui miei sensi. Era gesto verso l’infinito la ricerca dell’orgasmo: nella prodigiosa inconsapevolezza dell’infanzia, io bramavo raggiungere l’immenso. Esisteva in me questo distacco dalla vita e dai suoi partecipanti, per entrambi nutrivo una pacata indifferenza, appena scossa da qualche accenno di disgusto. Sedevo composta sul bordo del letto con indosso una graziosa vestaglietta da notte, la prima volta che il sensuale piacere mi colse: avevo da poco compiuto sei anni, quando allargando le cosce iniziai a masturbarmi, scostando la seta arricciata di quel soffice e sfarzoso abituccio. "

Isabella Santacroce, V.M.18

"Fu sorprendente il traguardo raggiunto sfiorando con l'indice quel morbido organo erettile soprannominato clitoride."

Isabella Santacroce, V.M.18  

Nomi Autoerotismo, piacere, vibrazione di piacere, desiderio, orgasmo, toccamenti, sfregamenti, vagina, nerbo, (suoni) gemiti, ansimi, sussurri.

7 - NINNA NANNA

  Ogni società ha bisogno di un racconto che giustifichi la sua esistenza. Penso ai martiri, alle più strane perversioni della mente sui cor...